
28) Le facolt dell'anima.
Lo studio delle facolt dell'anima (nutritiva, sensitiva,
appetitiva, locomotoria, razionale)  considerato da Aristotele la
via maestra per comprendere la natura dell'anima degli esseri
viventi, dalle piante all'uomo. L'uomo  l'unico fra i mortali che
possiede la facolt razionale, che  lo strumento indispensabile
per unificare i dati che provengono dalle sensazioni.
De anima, 414a 30-414b 14; 415a 2-14; 428b 18-24 (vedi manuale
pagina 128).
1   [414 a] [...] Tra le suddette facolt dell'anima ad alcuni
viventi, come dicevamo, appartengono tutte, ad altri alcune, ad
altri ancora una sola. Abbiamo chiamato facolt la nutritiva, la
sensitiva, l'appetitiva, la locomotoria e la razionale. Alle
piante appartiene soltanto la facolt nutritiva, mentre agli altri
viventi questa ed anche la sensitiva. [414 b] Se poi vi  la
facolt sensitiva, c' anche l'appetitiva. Difatti l'appetizione
pu essere desiderio, impulso e volont. Ora tutti gli animali
possiedono almeno un senso, il tatto. Ma chi ha la sensazione
possiede pure il piacere e il dolore e ci che  piacevole e
doloroso, e chi ha questi ultimi ha anche il desiderio, perch
esso  la tendenza verso ci che piace. Inoltre gli animali
possiedono la sensazione dell'alimento, giacch il tatto  il
senso dell'alimento. In effetti tutti gli esseri viventi si
nutrono di elementi secchi ed umidi, caldi e freddi, e chi li
percepisce  il tatto, mentre gli altri sensibili il tatto li
coglie accidentalmente. In realt il suono, il colore e l'odore
non contribuiscono in nulla al nutrimento, mentre il sapore  una
delle qualit percepibili dal tatto. Ora fame e sete sono
desideri, di secco e caldo la fame, di umido e freddo la sete, ed
il sapore , per cos dire, il condimento di questi sensibili.
    [...].
2   [415 a] [...] In realt senza la facolt nutritiva non esiste
quella sensitiva, mentre nelle piante la facolt nutritiva esiste
indipendentemente da quella sensitiva. A sua volta senza il tatto
non  presente nessun altro senso, mentre esso esiste senza gli
altri, poich molti animali non possiedono n la vista n l'udito
n la percezione dell'odore. Tra gli esseri, poi, capaci di
sensazione, alcuni hanno la facolt locomotoria ed altri no.
Pochissimi, infine, possiedono la ragione e il pensiero. Difatti
gli esseri corruttibili dotati di ragione hanno anche tutte le
altre facolt, mentre non tutti coloro che possiedono una di
questa facolt hanno la ragione; anzi alcuni non possiedono
neppure l'immaginazione, mentre altri vivono soltanto con questa.
L'intelletto teoretico esige per un altro discorso. E' chiaro,
pertanto, che la trattazione di ciascuna di questa facolt  la
pi appropriata per la conoscenza dell'anima.
    [...].
3   [428 b] Ora non  possibile giudicare per mezzo di sensi
separati che il dolce  diverso dal bianco, ma entrambi gli
oggetti devono manifestarsi a qualcosa di unico. In questo caso
infatti, anche se io percepissi l'uno e tu l'altro, sarebbe chiaro
che sono diversi tra loro, mentre dev'esserci una sola cosa a dire
che sono diversi, giacch il dolce  diverso dal bianco. Dunque 
una stessa cosa che lo dice, e come lo dice cos anche lo pensa e
lo percepisce. E' quindi evidente che non  possibile giudicare
sensibili separati mediante sensi separati

(Aristotele, L'Anima, Loffredo, Napoli, 1979, pagine 142-144;
pagina 176).

